Lugagnano è il toponimo derivato da Lucas Anneianus: il bosco e la radura sacra di Anneio o i galli Anani che abitavano queste colline.
 
  Il più antico riferimento a Lugagnano o almeno uno dei più antichi, si ritrova in un atto dell'884. L'opinione che Lugagnano debba il suo nome alle gustose "luganeghe" che i contadini dei luoghi confezionavano con la carne di maiale da tempo immemorabile è folkloristica anche se è riportata all'inizio del 1800 dal capitano Boccia che esplorò il nostro appennino.
 
 

Compresa nel comune di Lugagnano, Velleia è un'antica città romana di piccole dimensioni ma completa; il suo territorio, di circa 1200 Kmq si estendeva fra le attuali provincie di: Genova, Tortona, La Spezia, Lucca, Parma e Piacenza. Decadde nel IV secolo dell'era cristiana, a causa di un'infiltrazione d'acqua che provocò il distaccamento di una parte della rupe soprastante che scendendo distrusse l'abitato.
Costituì in epoca Augustea e Giulio-Claudia un centro importante di collegamento tra pianura Padana ed il retroterra ligure. Dell’antica Velleia, che raggiunse la massima prosperità nei primi due secoli dopo Cristo, oggi restano il foro, la basilica , edifici privati, l’anfiteatro e le terme.
Nel 1747 la città fu rinvenuta per caso e solo due anni dopo, per volontà di Filippo Borbone, duca di Parma, fu dato il via alla campagna di scavi. Poiché la città fu edificata sulle pendici del colle, gli edifici si trovano su piani diversi.
Soltanto da pochi anni, nel 1994, sono nuovamente ripresi gli scavi allo scopo di ritrovare il tempio, la necropoli, l'impianto urbanistico e gli insediamenti preromani.
In sito vi è un museo ricco di ritrovamenti archeologici, l'antiquarium che contiene i calchi in gesso di due tavolette in bronzo e numerosi altri reperti, mentre nel Museo Nazionale di Parma si trovano le statue di marmo e i bronzi.