Medesano, capoluogo del territorio comunale, ha origini antichissime che si perdono nella notte dei tempi, in un territorio dove acque e colline si "abbracciavano" dando origine ad un ambiente suggestivo.
 
  La preistoria ha lasciato le sue inconfondibili tracce: è certo infatti che in tempi lontanissimi, quando le acque del mare occupavano ancora le vallate del parmense, gli uomini preistorici già si erano insediati in alcune zone del territorio comunale.
A testimonianza di questo vi sono dei ritrovamenti databili nel Neolitico, rinvenuti sia nel capoluogo che nelle frazioni del territorio comunale.
Come alcuni reperti storici che sono stati rinvenuti a Medesano, anche il nome del paese sembra avere origini romane: per il Paltrinieri e per il Molossi il nome "Medesano" sarebbe da individuarsi nel "Medianum" che appare sulla tavola di bronzo della "Lex Alimentaria" di Traiano ritrovata a Velleia. Questa denominazione sarebbe da giustificare con il fatto che Medesano si trovava a metà fra il Pago Salvio (parmense) e il Pago Veleiate. Tuttavia si tratta di ipotesi, non avvallate da prove concrete. Un'altra possibile derivazione del nome "Medesano" potrebbe essere dalla parola "Medicianum", che troverebbe un'associazione logica con le numerosi sorgenti di acque curative che zampillavano già da allora nella zona. Fra Salinbene, nelle "Cronache" (1269), indicava Medesano proprio come "Medacianum". In seguito comparvero le indicazioni "Medasiano" e "Medexano".
 
  Da Medesano passava l'antica strada consolare romana chiamata "Via de Scaure", fatta tracciare da Marco Emilio attorno al secondo secolo avanti Cristo. Questa importante arteria passava attraverso l'attuale Comune di Noceto per raggiungere il territorio di Medesano, Felegara, Ramiola e, dopo aver attraversato il fiume Taro, Fornovo.
Un importante fatto storico che caratterizza il paese di Medesano è il doppio passaggio dell'esercito francese di Carlo VIII, prima nella sua discesa verso Napoli (25 Ottobre 1494) e poi al suo ritorno (6 Luglio 1495), quando per proseguire dovette scontrarsi sulla sponda sinistra del Taro con l'esercito dei Collegati. Chi vinse la battaglia? Gli storici sono ancora alla ricerca della verità... resta il fatto che Carlo VIII passò la notte fra il 6 e il 7 Luglio a Medesano; una leggenda popolare narra che riposò alcune ore su un grosso sasso, meditando il da farsi all'indomani. Oggi quel sasso, quasi monumento cittadino, è posto all'angolo tra la statale 357 e l'inizio di via Grossardi.
 
 

Oltre alla chiesa di "Costa Mediana Gribalda" un'altra chiesa è menzionata nel 1230 nel "Capitulum seu Totulus Decimarum", intitolata a San Pantaleone. Nel 1354 la chiesa di San Pantaleone viene citata nell'Estimo della Diocesi di Parma; una nuova chiesa, sempre dedicata a San Pantaleone, venne costruita in Val Campanara nel 1564, divenne parrocchiale e svolse la sua funzione sino alla costruzione di quella attuale. Nel 1908 venne dichiarata inagibile e il 12 gennaio del 1913 fu posata la prima pietra della nuova chiesa. Per problemi di carattere finanziario i lavori furono piuttosto lunghi, e così la consacrazione avvenne solo il 2 settembre del 1928 alla presenza del Vescovo di Parma, Monsignor Conforti. Il campanile, allora costruito di 35 metri, venne successivamente elevato a 51 metri nel 1960, grazie ad un lascito dell'ex parroco Don Sigismondo Corradi.

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